Oggi parliamo di possibilità, e di conseguenza anche un po’ della grammatica.
Lo so che, in questo caso, l’approccio non è più così tanto comunicativo, ma volevo dare un senso di istruzione, diciamo, a questo audio.
Comincerei con la classica domanda che si fa in classe, con gli amici, con i figli: se vincessi la lotteria, o comunque un sacco (o un fracco, o un pacco) di soldi, qual è la prima cosa che faresti?
E quasi tutti sempre rispondiamo: andrei in aeroporto e partirei per un lungo viaggio.
E smetteresti di lavorare? Non penseresti alle conseguenze? E dove andresti, scusa?
E quale sarebbe la seconda cosa che faresti? …….. silenzio…… alla domanda bisogna pensarci bene. È una possibilità allettante, quella che ci fa sognare.
Per questo si chiama “periodo ipotetico della possibilità”: possiamo esprimere un desiderio.
Quello di vincere un fracco di soldi è il più comune, certo, e anche il più grandioso.
Ma noi, in genere, apprezziamo anche i piccoli desideri: aaahhhh, se non ci fosse il traffico a Roma, si vivrebbe così bene; se potessi arrivare al mare in 10 minuti, mi farei un bel bagno e poi aspetterei il tramonto con una bella granita al limone, freschissima.
E, se non facesse così caldo, dormiremmo tutti meglio.
E se potessimo andare tutti in vacanza quando ne abbiamo voglia…. Questa si che sarebbe vita!
Ecco, cose così. Ma sempre lì a fantasticare improbabili avvenimenti.
Così si parla non solo di possibilità, ma anche di “irrealtà”!
Ma voi ve la immaginate Roma senza traffico????
E se leggessimo la notizia clamorosa che da domani internet non è più disponibile, come reagiremmo?
Io malissimo, sicuramente! Dovrei inventarmi un nuovo lavoro, tanto per cominciare.
Ma quale lavoro potrei scegliere? 🤔
Se fossi obbligato a scegliere un altro pianeta dove andare a vivere, quale preferiresti?
Ecco le assurdità dell’irrealtà. Ipotesi che non si avvereranno, ma con le quali a volte abbiamo passato del tempo a parlare o a pensare.